Grani antichi: le evidenze della ricerca

I grani “antichi” sono il risultato di un processo di miglioramento genetico che è in linea con le nuove istanze dei consumatori che chiedono prodotti realizzati nel rispetto dell’ambiente e con buone caratteristiche nutrizionali.
Numerosi studi hanno dimostrato come le varietà “antiche” non necessitano di prodotti chimici di sintesi, in quanto dotati di elevata tolleranza a stress biotici e abiotici mentre alcuni ricercatori evidenziano, però, come per le varietà di grani “antichi” ci siano criticità legate alle basse rese e alla bassa disponibilità di semi rispetto all’elevato potenziale di mercato.

Altri studi evidenziano poi la correlazione tra i prodotti a base di sfarinati di grani “antichi” e la celiachia, affermando che i prodotti ottenuti dalle vecchie varietà hanno una quantità di glutine non sempre inferiore rispetto alle nuove (Ghiselli et al., 2010) ma sono differenti per qualità grazie al minor contenuto di epitopi tossici (Logan, 1992: Van den Broeck. et al, 2010).

Oltre alla celiachia, sempre più persone lamentano reazioni di intolleranza ai frumenti e numerosi ricercatori ipotizzano che le moderne varietà sono meno digeribili ma soprattutto presentano meno composti funzionali. Nei cereali “antichi”, poiché meno raffinati, si ritrovano numerosi composti antiossidanti (acidi fenolici, flavonoidi, tocoferoli, ecc.) che hanno un effetto positivo sulle malattie croniche e sulla prevenzione del cancro (Sofi et al, 2010).

I dati disponibili evidenziano infine che gli sfarinati di grani “antichi” hanno una più elevata concentrazione in ferro, zinco ed altri micronutrienti. Pertanto, queste produzioni possono rappresentare un importante business alla luce del crescente consumo di questa tipologia di farine e di semole.

L’analisi svolta descrive con chiarezza i punti di forza, le debolezze, le opportunità e le minacce relative alla filiera dei grani “antichi” e consente di individuare i fabbisogni che ne derivano:

  • necessità di caratterizzare meglio geneticamente i grani “antichi”;
  • disponibilità di seme certificato;
  • ottimizzazione delle fasi di produzione e governance della filiera (contratti);
  • definizione di un regime di qualità;
  • realizzazione di un marchio di valorizzazione commerciale;
  • stima del valore di mercato dei prodotti (prezzo).
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Il Progetto Operativo di Innovazione per i Grani Antichi è realizzato nell’ambito del PSR Campania 2014-2020 Misura 16.1.1 Azione 2 “Sostegno ai Progetti Operativi di Innovazione (POI)